Con una decisione dal forte valore simbolico ma che potrebbe avere anche una reale ricaduta pratica nella futura quotidianita’, il Comune di Venezia ha deciso di vietare l’uso di coriandoli, stelle filanti ed altri prodotti in plastica non biodegradabile, per tutto il periodo delle festività di Carnevale, l’evento più importante dell’anno, la cui eco e ricaduta, anche in termini economici, va ben oltre i confini del capoluogo veneto.
Del resto, Venezia, fra le tante, ha anche la peculiarità di possedere un ecosistema molto fragile; queste migliaia di piccoli frammenti colorati che si disperdono nell’ambiente e che poi, spesso, vanno a depositarsi nei vari e più disparati canali lagunari, sono composti da una plastica minuta, difficile da intercettare e soprattutto da rimuovere e che inevitabilmente contribuiscono all’inquinamento dei medesimi ed alla conseguente ostruzione di queste “arterie” attraverso le quali passa la linfa vitale del “cuore liquido” di questa splendida città.
Questo gesto piccolo e semplice, o almeno apparentemente tale ci sembra, se prenderà piede, non solo a Venezia, ma anche in altre realtà cittadine, potrà diventare una buona e durevole pratica dimostrando che, la tutela dell’ambiente, passa anche da scelte amministrative coraggiose e dalla modifica, con esse, del nostro modus vivendi di ogni giorno.


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